PRINCIPIO ETICO SPORTIVO

 

 

Agonismo:

 

Strenuo impegno, volontà di vincere una competizione, sinonimo di combattività.

 

 

 

Sport:

 

L’insieme delle attività, individuali o collettive, che impegnano e sviluppano determinate capacità psicomotorie, svolte anche a fini ricreativi o salutari.

 

In realtà praticare uno sport presuppone ben altro. Soprattutto per allenatori, atleti e genitori e giudici è molto importante applicare alla pratica dello sport un preciso codice etico che regola i nostri comportamenti.

 

 

Codice etico dell’allenatore:

  • Non spremere fino all’osso i propri atleti: vince chi si diverte;
  • Non esistono solo i campioni;
  • Sono i tanti partecipanti che fanno crescere uno sport;
  • Quando hai la fortuna di incontrare un campione insegnali anche l’umiltà.

Codice Etico dell’atleta:

  • Frequentare gli allenamenti con costanza ed assiduità, rispettando gli orari e l’integrità delle strutture per la pratica sportiva;
  • Praticare lo sport con passione e buona volontà, non dimenticando mai che lo sport è innanzitutto un gioco;
  • Rispettare le norme degli enti di promozione sportiva ed accettare le decisioni dell’allenatore e dei giudici di gara, anche quando queste non sembrano condivisibili;
  • Saper vincere senza presunzione e saper perdere senza eccessiva amarezza;
  • Adottare un comportamento adeguato all’etica sportiva sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta;
  • Aver cura della divisa sociale, nonché delle attrezzature sportive di cui si fa uso;
  • Rispettare l’avversario;
  • Dare il massimo delle proprie possibilità nell’intento di favorire il successo della società;
  • Ricordarsi che non si gareggia solo per sé stessi, ma che in gara si rappresentano anche i propri compagni di squadra;
  • Comportarsi in maniera dignitosa prima, durante e dopo la gara;

 Codice Etico del genitore:

  • Aiutare i propri figli a capire le giuste motivazioni per praticare l’attività sportiva sia agonistica che amatoriale;
  • Essere di esempio con un comportamento corretto in ogni situazione;
  • Non fare carico sui figli delle proprie ambizioni;
  • Non criticare mai l’allenatore o i dirigenti della società in presenza dei figli;
  • Riconoscere, oltre alle performance dei propri figli, anche quelle degli altri atleti;
  • Non fare da secondo allenatore: un allenatore può bastare;
  • Accettare le decisioni dell’allenatore e dei giudici di gara, anche quando queste non sembrano condivisibili.